Come funziona il contratto d'affitto di un terreno agricolo

Il contratto d'affitto di un terreno agricolo è regolamentato dalla legge 203/1982. Conoscere la normativa vigente in materia è necessario per stipulare un contratto valido. Questa tipologia di contratto prevede che il proprietario del terreno si impegni ad affittarlo al conduttore per un determinato periodo di tempo e dietro pagamento di un canone di locazione. Il titolare può registrare presso l’Agenzia delle Entrate un contratto che sia già stato firmato in maniera digitale. idealista offre ai proprietari e agli agenti immobiliari un servizio gratuito per la creazione di contratti di affitto con firma online. Contratto affitto terreno agricolo: come funziona L’affitto di un terreno agricolo consiste in una forma di concessione dello stesso da parte del proprietario all’agricoltore. Quest’ultimo si impegna a prendersene cura e, come accade con altro tipo di contratto affittuario, deve corrispondere un canone di locazione prestabilito. Nel caso specifico di un terreno destinato all’agricoltura, il pagamento corrisponde ad un importo in denaro calcolato secondo criteri specifici nazionali e indici Istat riguardanti i prezzi della produzione dei prodotti coltivati.  Il proprietario ha l’obbligo di permettere al conduttore di usufruire del terreno secondo quanto prestabilito nell’atto. Il conduttore, invece, deve impegnarsi a pagare il canone di locazione con puntualità e non modificare la destinazione agricola del terreno. Il contratto d'affitto di un terreno agricolo, inoltre, entro 30 giorni da quanto viene stipulato, deve essere registrato all’Agenzia delle Entrate del Comune in cui il terreno si trova oppure direttamente online. Contratto d'affitto del terreno agricolo: pagamento del canone Il contratto d'affitto di un terreno agricolo può prevede il pagamento di un canone di locazione accuratamente definito o può essere riscosso attraverso differenti modalità di pagamento. Oltre al classico corrispettivo in denaro, l’affitto che il conduttore-agricoltore si impegna a pagare al proprietario della terra, può consistere in: una prestazione in natura, come ad esempio la potatura delle piante; una quota dei frutti raccolti dal terreno affittato. Quanto costa registrare un contratto di affitto di un terreno agricolo? Il contratto di affitto di un terreno agricolo è soggetto al pagamento dell’imposta di registro. Questa può essere pagata sia negli uffici delle Poste Italiane, che in banca tramite il modulo F24 Elementi identificativi. L’imposta è pari allo 0,5% dell’affitto annuo stabilito nell’atto e tale tassa deve essere pagata al momento della stipula e per ogni anno d’affitto nei primi 30 giorni dell’anno. Quanto dura un contratto di affitto di un terreno agricolo? La legge 203/1982 sancisce che i contratti di affitto di un terreno agricolo hanno una durata temporale di minimo 15 anni quando stipulati tra proprietari terrieri e agricoltori o conduttori privati che non sono coltivatori diretti. Questo accade per far sì che i contratti abbiano una durata che possa permettere un efficiente sfruttamento della terra. Come funziona affitto terreno agricolo? Il contratto di affitto di un terreno agricolo deve riportare dati, informazioni e generalità di entrambe le parti (locatore e conduttore) e, come ogni altro atto d’affitto, deve specificare la durata, l’ammontare del canone di locazione, una clausola che vieti il subaffitto, data e luogo della stipula e firma di locatore e conduttore. Come disdire un contratto di affitto di un terreno agricolo? Nel caso in cui proprietario o agricoltore volesse disdire il contratto di affitto di un terreno agricolo, deve darne notizia con almeno un anno di anticipo alla controparte tramite raccomandata a/r e relative motivazioni. IdealistaNews - 04/01/2022

Buon Natale e Buon 2022!

Vi auguriamo un anno ricco di soddisfazioni e tanta Felicità! Per quanto possa essersi evoluto, il Natale è ancora una festa da dedicare a chi amiamo. Il calore della casa e la gioia di ritrovarsi tutti insieme sono le cose più importanti. Siamo in un periodo speciale dell’anno, che ci fa tornare tutti un po’ bambini, riportandoci alla mente i nostri Natali passati con una punta di malinconia. Allo stesso tempo, le feste servono a farci rilassare, trascorrere del tempo con le persone che amiamo e a recuperare le energie utili per affrontare il nuovo anno che ormai è alle porte. Stiamo per archiviare il 2021, che per noi dell’Agenzia Immobiliare Unicase è stato un anno pieno di lavoro e progetti. Abbiamo avuto il piacere di aiutare molti a trovare la loro nuova casa, e in questo periodo ci piace immaginarli emozionati e presi dai preparativi per il loro primo Natale tra nuove mura domestiche. Noi continueremo ad aiutarvi con lo stesso impegno che quest’anno ci ha permesso di ottenere grandi risultati. Che vogliate vendere, comprare o affittare casa, il nostro augurio più grande è quello di riuscire a raggiungere il vostro traguardo insieme a noi. Ci trovate per una consulenza immobiliare in Agenzia Unicase a Barge, Paesana, Bricherasio, Luserna San Giovanni, Torre Pellice.   Grazie di cuore a coloro che hanno fatto parte del nostro 2021.  

Donazione della nuda proprietà con riserva dell’usufrutto, quando si fa e quali sono i vantaggi

La donazione della nuda proprietà con riserva dell’usufrutto è un’operazione oggi piuttosto diffusa cui conseguono alcuni significativi vantaggi. Con l’aiuto del consigliere nazionale del Notariato, Giulio Biino, cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta e perché sia più praticata rispetto alla donazione dell’usufrutto di un immobile. Ecco quanto spiegato. E’ possibile donare la nuda proprietà con riserva dell’usufrutto? “La donazione o la vendita della nuda proprietà con riserva dell’usufrutto è un’operazione estremamente interessante che si presta a diverse considerazioni, sia dal punto di vista giuridico che dal punto di vista fiscale. Donare la nuda proprietà riservandosi l’usufrutto è un’operazione praticata soprattutto nel momento della sistemazione e pianificazione della propria successione. Chi, arrivato in età ragionevolmente avanzata, vuole cominciare in vita a sistemare il proprio patrimonio pianificando la successione, anziché fare un testamento, può cominciare a donare la piena proprietà di alcuni immobili oppure a donarne la nuda proprietà riservandosene l’usufrutto”. Quali sono i vantaggi? “Donare la nuda proprietà innanzitutto ha un impatto fiscale ridotto rispetto al donare la piena proprietà, perché si dona un diritto reale minore. Quindi, il valore di quello che viene donato è ridotto dal valore dell’usufrutto, che invece si riserva il donante. Il valore dell’usufrutto deriva da una tabella che viene periodicamente aggiornata in funzione del cambiamento e della crescita dell’aspettativa di vita, ma è comunque legato all’età dell’usufruttuario. L’usufrutto vale tanto di meno quanto più l’usufruttuario è anziano, presupponendo che abbia un’aspettativa di vita ridotta. Ma qual è il vantaggio? Il vantaggio sta nel fatto che donando la nuda proprietà si realizza il passaggio del bene all’atto della donazione e in seguito alla morte dell’usufruttuario l’usufrutto si riunisce in capo al nudo proprietario senza più alcun costo fiscale. Si deve procedere semplicemente con una pratica catastale dal costo di poche centinaia di euro che allinea il catasto alla situazione di fatto, ma non vi sono più costi fiscali”. Cosa significa esattamente donare la nuda proprietà riservandosi l’usufrutto? “Significa spogliarsi della proprietà, ma mantenere tutti i vantaggi che derivano innanzitutto dal poter godere degli eventuali frutti che l’immobile produce oppure poterlo continuare semplicemente ad abitare e quindi non perdere la possibilità di utilizzare il bene di cui si è donata la nuda proprietà. Il tutto senza gravare il donatario, cioè chi riceve la nuda proprietà, di alcun costo, perché tutte le spese e anche i gravami fiscali rimangono in capo all’usufruttuario. Le spese di manutenzione ordinaria, le spese della detenzione dell’immobile, come Imu e Tari, sono tutte in capo all’usufruttuario. Le sole spese che formalmente gravano sul nudo proprietario sono quelle di manutenzione straordinaria. E’ evidente che in questo modo è possibile, con un costo certo e soprattutto senza perdere la possibilità di godere dei frutti che l’immobile può produrre, pianificare la propria successione fin da molto prima della morte o comunque senza dover passare necessariamente attraverso un testamento”. Oltre alla donazione, è possibile la vendita della nuda proprietà con riserva dell’usufrutto? “Sì. Un’altra possibilità, ultimamente abbastanza praticata, è la vendita della nuda proprietà con riserva dell’usufrutto. Si tratta di una soluzione spesso scelta da chi è arrivato in età avanzata e ha necessità di procurarsi una certa liquidità senza però perdere la possibilità di godere dell’immobile. Si tratta di un’operazione che è possibile praticare trovando un investitore interessato ad acquisire una nuda proprietà pagando un prezzo ridotto, perché il prezzo viene decurtato del valore dell’usufrutto. Il nudo proprietario, al momento del decesso dell’usufruttario, si troverà ad essere pieno proprietario senza avere più alcun costo aggiuntivo. Tale operazione può consentire al proprietario di realizzare la liquidità di cui necessita e all’acquirente di ‘scommettere’ sulla vita dell’usufruttuario in modo tale da trovarsi poi un bene in piena proprietà magari a distanza di pochi anni, soprattutto se al momento dell’operazione l’usufruttario è già ragionevolmente anziano”. E’ invece possibile fare la donazione dell’usufrutto di un immobile? “Sì, è possibile anche donare l’usufrutto, mantenendo la nuda proprietà. Sicuramente è un’operazione molto meno praticata, anche perché non produce i risultati di cui si è parlato. E’ innanzitutto difficile che l’usufrutto venga donato o alienato a un soggetto più giovane, anche perché, come già detto, si tratta di un’operazione che ha un costo superiore, in quanto più l’usufruttuario è giovane più l’usufrutto vale, e quindi si avvicina al valore o al costo della piena proprietà, in secondo luogo perché non si realizza la pianificazione ereditaria in quanto la nuda proprietà, che si è mantenuta, cadrà comunque in successione. L’operazione che oggi ha acquisito una certa popolarità è proprio quella inversa, cioè donare o vendere la nuda proprietà riservandosi l’usufrutto. Questa, per pianificare la successione o per procurarsi una liquidità immediata, è una pratica attualmente piuttosto diffusa. A mio avviso, tra l’altro, da un punto di vista della pianificazione successoria è un’operazione che può rivelarsi molto utile, in quanto comporta un risparmio di costi permettendo inoltre la suddivisione del patrimonio secondo i propri desideri sin da subito”. "Idealista news, 14/12/2021"

TUTTE LE NOVITA' DELLA LEGGE DI BILANCIO 2022 PER L'ACQUISTO PRIMA CASA UNDER 36

Per il bonus acquisto della prima casa da parte dei giovani under 36 la legge di Bilancio 2022, ha previsto importanti novità. In particolare, le agevolazioni previste dal Decreto Sostegni Bis vengono prorogate e rifinanziate con nuovi fondi. Vediamo insieme tutte le novità. Prima casa under 36, proroga della garanzia statale Il disegno di legge di Bilancio 2022 ha prorogato al 31 dicembre 2022 le misure destinate alla prima casa degli under 36 previste dal Decreto Sostegni Bis, entrato in vigore la scorsa estate. Si legge infatti nella bozza di Legge di Bilancio che all'articolo 64 del decreto Sostegni Bis (decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito dalla legge 23 luglio 2021, n. 106), si sostituisce infatti la data del 31 dicembre 2022 alla data 30 giugno 2022 per quel che concerne il comma 3 e il comma 9. In particolare le misure, pur non prevedendo l’estensione fino al 100 per cento della garanzia statale sull’acquisto di casa da parte dei giovani con meno di 36 anni di età e Isee minore o uguale a 40 mila euro, garantiscono tuttavia la copertura dell’80 per cento della quota capitale. La garanzia è destinata, come detto, ai giovani con meno di 36 anni, quale che sia il loro contratto di lavoro. La garanzia statale sostituisce la presenza di altri garanti nella stipula del contratto di mutuo agevolato. Agevolazioni all’acquisto prima casa under 36 Tra le misure prorogate al 31 dicembre 2022, anche le agevolazioni fiscali per gli under 36 sulle tasse e imposte legate all’acquisto della prima casa. In particolare al momento del rogito si evita il pagamento dell’imposta di registro (pari al 2% del valore catastale) e le imposte ipotecaria e catastale, pari a 50 euro ciascuna. In caso di acquisto della casa dal costruttore si verserà comunque l’Iva pari al 4 per cento del prezzo di acquisto ma tale cifra si trasformerà in credito di imposta da utilizzare per il pagamento di altre imposte su atti successivi legati alla casa, o da recuperare in sede di dichiarazione dei redditi (come da comma 7 dell’art. 64 della legge di conversione del Decreto Sostegni Bis). Anche in caso di acquisto da impresa, vale l’esenzione dall’imposta ipotecaria e catastale. Mutui agevolati per giovani under 36 Allo stesso modo vengono calmierati i tassi di mutuo per i giovani under 36 con Isee inferiore ai 40 mila euro, che non possono eccedere i tassi medi rilevati ai fini di determinare la soglia di usura; tali tassi, fino al 31 dicembre 2021, sono fissati nell’1,94% per i mutui a tasso fisso e al 2,18% per i mutui a tasso variabile. Sono anche esenti, ex articolo 64 della legge di conversione del Decreto Sostegni Bis, dall’imposta sostitutiva dello 0,25 per cento i finanziamenti erogati per acquisto, costruzione o ristrutturazione di immobili che abbiano i requisiti per ottenere il bonus prima casa giovani under 36. Bonus prima casa under 36, i requisiti Per accedere al bonus prima casa under 36 occorre rispettare i seguenti requisiti: Il richiedente non deve aver compiuto i 36 anni di età e deve avere Isee inferiore a 40 mila euro; L’immobile deve avere le caratteristiche di “prima casa” e non essere accatastata come immobile di lusso. Bonus prima casa giovani, rifinanziate le misure Per rifinanziare le misure legate all’acquisto della prima casa da parte dei giovani under 36 verranno state stanziati, con la legge di Bilancio, ulteriori 242 milioni di euro che si aggiungono ai 250 già stanziati per il 2022. Altri 290 milioni erano stati previsti per rifinanziare il Fondo di Garanzia statale. Fonte IdealistaNews - 04/11/2021

AGGIUDICAZIONE DI IMMOBILE ALL'ASTA E SPESE CONDOMINIALI PREGRESSE

Le spese condominiali si differenziano in due tipologie: ordinarie o straordinarie. Le spese ordinarie sono quelle ricorrenti riguardanti la gestione di ogni servizio come la pulizia scale, la manutenzione ascensore, la parcella dell’amministratore, l’assicurazione del condominio. Le spese straordinarie, invece, interessano tutti quegli interventi di manutenzione straordinaria e interventi di ristrutturazione dell’immobile, non prevedibili e dovuti ad eventi eccezionali. Quando si acquista un immobile all’asta può capitare che il precedente proprietario non abbia pagato le spese condominiali, in tal caso, il codice di procedura civile impone che chi subentra nei diritti di un condomino è obbligato solidalmente al pagamento dei contributi relativi all’anno in corso e a quello precedente. Per quanto riguarda le spese eccezionali invece, è tenuto a sostenere i costi chi era proprietario dell’immobile al momento dell’assemblea che ha deliberato i lavori; di conseguenza, se tali spese sono state deliberate antecedentemente all’emissione del decreto di trasferimento, ne risponde il precedente proprietario; nel caso invece l’assemblea di delibera si sia tenuta dopo l’emissione del decreto di trasferimento, ne risponderà l’aggiudicatario dell’asta, ovvero il nuovo proprietario. Per poter individuare eventuali morosità si potrà consultare la perizia di stima dell’immobile oggetto di asta.

CAMBIERA’ IL MODO DI COSTRUIRE SUCCESSIVAMENTE AL COVID?

Un recente studio ha puntato il dito sulla stretta connessione che ci sarebbe tra l’inquinamento ambientale e lo scoppio della pandemia, proprio per questo ci si porrà un possibile proposito comune promosso specialmente dalla GBC, associazione che incentiva l’edilizia eco-sostenibile. I punti principali da seguire in futuro sono: decarbonizzazione, economia circolare, efficienza idrica, uso del suolo e biodiversità, benessere e salubrità e secondo questa associazione bisogna partire proprio dagli edifici per ottenere un cambiamento, sembrerebbe infatti che essi siano in parte la causa di emissioni di gas serra e di un elevato consumo di energia. Per attuare questo programma è necessario aumentare la digitalizzazione nell’ambito lavorativo con una conseguente diminuzione del traffico, collocare maggiori aree verdi all’interno delle città e infine recuperare edifici obsoleti e abbandonati al fine di utilizzare coscientemente il territorio e ridurre al minimo gli sprechi. Fondamentale sarà convertire l’apporto di energia con fonti rinnovabili come pannelli solari, fotovoltaici o un impianto geotermico.

IMMOBILI ALL’ASTA E AGEVOLAZIONE PRIMA CASA

Nel momento in cui si acquista un immobile si va incontro al pagamento di imposte che vengono versate dal notaio al momento della registrazione del rogito, quali l’imposta di registro, l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale. In aggiunta a queste, se il venditore è un’impresa soggetta ad IVA, l’acquirente pagherà quest’ultima sulla base dell’imponibile del prezzo di compravendita. Con l’agevolazione prima casa l’acquirente gode di una riduzione su queste imposte, purché segua alcune condizioni imprescindibili: Non devono aver acquistato con l’agevolazione un altro immobile Non stanno acquistando un immobile di lusso Il compratore dovrà stabilire la residenza nel Comune della soluzione acquistata entro 18 mesi dall’atto notarile Gli stessi vincoli valgono anche per le abitazioni acquistate tramite asta, ma per poter usufruire della diminuzione delle imposte è necessario registrare la richiesta all’Agenzia delle Entrate al momento della richiesta di partecipazione all’asta. Nel caso non venisse presentata contestualmente può essere allegata in seguito per mezzo di un atto integrativo entro e non oltre l’emissione del Decreto di Trasferimento emesso dal Tribunale.

5 CONSIGLI PER COMPRARE UNA CASA ALL’ASTA

Sempre più persone si interessano al mondo delle aste, grazie anche ai prezzi allettanti degli immobili proposti; in quest’ultimo periodo in particolare sono diventate ancora più accessibili anche per i meno esperti, grazie ai portali delle vendite pubbliche, infatti è possibile partecipare alle esecuzioni telematicamente. È consigliato, però, affidarsi a degli esperti del settore per concludere la compravendita senza incorrere in brutte sorprese. Allora vediamo come aggiudicarsi la casa dei propri sogni all’asta con questa piccola guida!   Ricerca dell’immobile: Accedendo al portale apposito si possono visionare tutti gli immobili all’asta suddivisi per città, in modo da poter identificare quello più adatto alle nostre esigenze. La scelta è vasta ed include dalle case indipendenti agli appartamenti in centro. Valutazione e recupero della documentazione: Successivamente aver scelto l’immobile è necessario recuperare la documentazione relativa ad esso, come la perizia, in cui sono presenti i dati della casa e l’ordinanza di vendita. Visita dell’immobile: Il giudice che si occupa dell’asta dà la possibilità ai partecipanti di visionare l’immobile tramite appuntamento prima dell’offerta, in tal modo si ha una visione completa della soluzione che si sta andando ad acquistare. Dettagli dell’asta: Prima di poter partecipare effettivamente all’asta si dovrà esaminare i dettagli di essa, se è anacronistica o meno, se con incanto o senza, ma soprattutto controllare di avere tutti i requisiti richiesti. Offerta e aggiudicazione dell’immobile: Ora si potrà procedere finalmente a partecipare, rispettando la base d’asta, se sarete gli unici o la vostra è stata l’offerta più alta vi sarete aggiudicati l’immobile che desideravate!

POST-COVID E CASE PREFABBRICATE, COSA È CAMBIATO?

L’edilizia modulare si sta ritagliando una fetta sempre più ampia del mercato immobiliare e il corona virus e il conseguente lock down ha evidenziato i pregi di queste soluzioni innovative. Proprio durante questo periodo, in cui gli spazi della propria abitazione hanno subito un’ibridazione svolgendo più funzioni contemporaneamente, è stato sempre più evidente quanto siano importanti gli spazi abitativi e la loro qualità. Ciò ha evidenziato le caratteristiche positive delle abitazioni modulari come il comfort indoor, sia bioclimatico che acustico, alla salubrità dell’aria e l’efficienza energetica; inoltre le ultime ricerche han fatto sì che questo tipi di immobili siano sempre più durevoli rispettando anche le regole dell’anti-sismica. Molte innovazioni sono state attuate in questo tipo di settore edile, atte a soddisfare sempre di più i clienti sensibili all’eco sostenibilità; una di queste è la ventilazione meccanica controllata per sanificare gli ambienti o la protezione dallo smog e dalle onde magnetiche. Un ulteriore vantaggio sempre più importante nel periodo attuale è il budget, quest’ultimo infatti non subisce variazioni durante la costruzione e ci sarà un futuro risparmio dal punto energetico. La brevità delle tempistiche e l’eco sostenibilità di questo tipo di abitazioni pronostica che ci sarà un’ulteriore incremento delle richieste delle abitazioni prefabbricate, grazie anche al bonus del 110 a cui si può usufruire con la loro costruzione.

MUTUO PER ACQUISTO ALL’ASTA: È POSSIBILE?

Le aste giudiziarie sono un valido metodo alternativo per acquistare un immobile a prezzi inferiori a quelli di mercato. Le aste giudiziarie sono il frutto di procedimenti legali terminati con il pignoramento di un immobile e della sua conseguente messa in vendita all’asta, in modo che il ricavato vada a risarcire parte del debito contratto dal precedente proprietario. Comprare casa all’asta presenta poi diversi vantaggi, tra cui i prezzi particolarmente bassi. E’ infatti possibile spuntare prezzi anche del 20% inferiori ai prezzi di mercato. Nessun rischio dal punto di vista della trasparenza o di possibili truffe, dato che tutte le informazioni sono disponibili sul portale delle vendite pubbliche. Tuttavia, se l’immobile non presenta problemi, è sempre possibile aggiudicarselo con un apposito mutuo, che prevede l’erogazione del finanziamento subordinato all’effettivo ottenimento del bene in asta. Il mutuo per l’acquisto di una casa all’asta di per sé non è differente da un qualsiasi mutuo: per richiederlo, come sempre, vanno allegate le informazioni legate al reddito e alle garanzie del richiedente. In più, però, bisognerà inoltrare alla banca la documentazione legata al bando d’asta a cui l’acquirente intende partecipare e all’immobile che intende acquistare. Quindi, va fornita una copia del bando di partecipazione, la perizia del tecnico sull’immobile e la relazione notarile preliminare. Se il mutuo, però, non sarà sufficiente a coprire l’intero costo dell’acquisto, il mutuatario dovrà provvedere a coprire la parte restante (con liquidi propri o con un prestito o mutuo liquidità). Anche in caso di acquisto di una casa all’asta, il mutuo sarà agevolato se l’immobile risulterà abitazione principale, con gli annessi benefici fiscali. Esiste infatti la possibilità di stipulare un contratto preliminare di mutuo tra il cliente e l’istituto di credito in cui si fissano come condizioni per l’erogazione del finanziamento l’aggiudicazione effettiva del bene e il suo trasferimento al proprietario. In caso venga meno l’aggiudicazione o l’effettivo trasferimento, il mutuo non viene erogato.

DEPOSITO CAUZIONALE: COS'È E A COSA SERVE

Il deposito cauzionale nel caso dell'affitto si riferisce a quella somma di denaro che viene versata dall'inquilino al proprietario nel momento in cui viene stipulato il contratto di locazione e consegnato l'immobile. L'obiettivo è quello di tutelare il locatore nel caso di inadempimento o danneggiamento del bene locato, fatto salvo il normale deterioramento dato dall'utilizzo. Deposito cauzionale nell'affitto La restituzione della cauzione deve avvenire al termine del contratto, esclusivamente nel caso in cui a patto l'immobile oggetto di affitto venga riconsegnato senza alcun danno. L’articolo 11 della legge sull'equo canone il deposito cauzionale non può essere superiore a tre mensilità del canone precedentemente concordato. Restituzione del deposito cauzionale Per quanto riguarda in particolare la restituzione del deposito cauzionale, è molto importante il verbale di riconsegna dell’immobile, documento che dimostra lo stato in cui viene restituito l’immobile al termine del contratto di locazione. All’interno di tale certificato devono essere presenti le condizioni di mura, infissi, pavimenti e, nel caso l’appartamento fosse arredato, anche la condizione di ogni singolo mobilio. È inoltre importante allegare una dimostrazione fotografica. Deposito cauzionale nella locazione Il deposito cauzionale nella locazione rappresenta un fondo a cui il locatore può attingere nel caso di inadempimento di quanto stabilito nel contratto da parte del conduttore nei confronti del locatore, quindi regolare pagamento dei canoni, intervento su eventuali danni.